martedì 26 marzo 2024

Venti coperte di lana donate al Calcit dalla Casa Pia

AREZZO – Venti coperte di lana dalla Casa di Riposo “Fossombroni” al Calcit. Lo storico istituto cittadino ha rinnovato la propria adesione al progetto “Mani&Cuore per il Calcit” e, negli ultimi mesi, ha ospitato una vera e propria maratona di cucito dove alcune ospiti si sono messe ai ferri per portare il loro contributo ai bisogni del territorio. Questo percorso troverà compimento domenica 26 maggio quando piazza Grande verrà tappezzata e colorata da una distesa con oltre mille coperte realizzate da volontari di tutta la provincia che saranno messe in vendita per finanziare l’acquisto di nuove strumentazioni per l’ospedale San Donato di Arezzo. «“Mani&Cuore per il Calcit” è un’iniziativa preziosa e di grande valore - commenta Debora Testi, presidente della Casa Pia, - perchè ha permesso ad alcune nostre ospiti di sentirsi utili per la città, mettendo in campo la loro creatività e il loro “saper fare” manuale per fare del bene al prossimo».

La Casa Pia aveva già contribuito alla prima edizione di “Mani&Cuore per il Calcit” nel 2022, con un gruppo di residenti che era stato accompagnato in piazza Grande per l’evento conclusivo e che aveva vissuto le emozioni di portare un contributo a una grande mobilitazione solidale. Questo ricordo ha rappresentato uno stimolo per tornare ai ferri e per dare il via a un lavoro che, con pazienza e manualità, ha scandito la quotidianità dei più recenti mesi autunnali e invernali. In totale sono state realizzate venti nuove coperte di lana di diverse dimensioni e di molteplici colori che sono già state consegnate alle volontarie del Calcit nel corso di una visita alla casa di riposo e che il 26 maggio verranno esposte in piazza Grande. «La Casa Pia - aggiunge Antonio Rauti, consigliere con delega al sociale, - dimostra, nuovamente, il proprio legame con il territorio e lo dimostra ponendo il proprio cuore al servizio del Calcit. Questa iniziativa è importante anche per lo stesso benessere delle nostre residenti perché il lavoro ai ferri ha rappresentato un’occasione per stimolare manualità, creatività e socialità».

 


Arezzo, martedì 26 marzo 2024

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