AREZZO – Un’attività scout tra memorie e ricordi degli eccidi nazisti sul territorio aretino. La sezione di Arezzo dell’ANVCG - Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra ha ospitato un gruppo di ragazzi tra gli undici e i sedici anni dell’Arezzo7 della parrocchia di San Marco La Sella che sono stati accompagnati alla scoperta di alcune delle più tristi pagine della storia locale, approfondendo le conseguenze della Seconda Guerra Mondiale su comunità e territorio. L’incontro ha proposto un vero e proprio percorso di educazione alla memoria, con un confronto tra diverse generazioni per avvicinare gli scout a vicende ancora profondamente radicate nell’identità locale.
Ad accogliere l’Arezzo7 è stato Andrea Ferruzzi, presidente provinciale dell’ANVCG, che ha presentato l’attualità dell’operato di un’associazione che non si limita alla tutela di vittime civili di guerra, famiglie e congiunti, ma che ha un ruolo in primo piano per il mantenimento della memoria storica e per l’educazione delle giovani generazioni a una cultura di non violenza, tolleranza, pace e rispetto tra i popoli. L’attività ha trovato il cuore nelle parole di Pietro Poponcini che ha portato una testimonianza diretta del conflitto: suo padre, infatti, fu ucciso nel luglio del 1945 in località San Martino nel Comune di Civitella in Val di Chiana durante la ritirata dei tedeschi semplicemente per aver espresso un commento in cui aveva sottolineato le sofferenze patite dai suoi concittadini. L’intervento ha evidenziato le conseguenze materiali e psicologiche sulla sua famiglia di questo drammatico episodio che resta, a distanza di oltre ottant’anni, una ferita ancora aperta, con un racconto intenso che ha restituito ai ragazzi la dimensione storica dei fatti affiancata a una dimensione umana tra paura, perdita e resilienza. Questo momento dal forte impatto emotivo è stato seguito da domande e riflessioni in un dialogo tra generazioni nel segno di rispetto e ascolto, con gli scout dell’Arezzo7 che hanno poi approfondito il tema con ulteriori incontri a San Polo dove nel luglio del 1944 si è verificata un’altra strage nazista. «La nostra associazione - commenta il presidente Ferruzzi, - sente forte la responsabilità di custodire e trasmettere la memoria delle vittime civili di guerra, soprattutto alle giovani generazioni. Questi incontri rappresentano momenti fondamentali per trasformare il ricordo in un’occasione di crescita, consapevolezza e impegno concreto verso i valori di pace, rispetto e convivenza civile. Ringraziamo il gruppo scout Agesci dell’Arezzo7 e i ragazzi per l’attenzione, la sensibilità e la maturità dimostrate: il loro interesse è il segnale più importante che la memoria può continuare a parlare al futuro».
Arezzo, giovedì 5 marzo 2026
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