La proposta dei ristori, in quest’ottica, rappresenterebbe un primo ma significativo segnale di vicinanza. Il coinvolgimento delle associazioni di categoria permetterebbe di condividere le adeguate misure per le attività con i bilanci maggiormente in sofferenza, definendo criteri e modalità di accesso a questa forma di sostegno attraverso un percorso di confronto capace di dare risposte concrete a commercianti e lavoratori. Un’ulteriore richiesta all’attuale giunta è di rendere note in via definitiva le tempistiche dei lavori e le future prospettive della viabilità per permettere agli operatori di programmare con consapevolezza la propria attività e di conoscere con chiarezza quando saranno superati i disagi che stanno condizionando il lavoro quotidiano. «Riconosciamo l’impegno dell’attuale giunta nel farsi carico di questa situazione - commenta Luigi Scatizzi, presidente delle Acli di Arezzo, - ma, oltre a monitorare l’avanzamento del cantiere, è necessario pensare alle persone e alle attività che si trovano in una sorta di lockdown forzato, pagando le conseguenze di scelte sbagliate della precedente amministrazione. L’esenzione dalle spese per le luminarie non può essere sufficiente perché oggi via Fiorentina è una strada con poco movimento e, di conseguenza, con sempre meno clienti. Non è in gioco soltanto la tenuta di alcune attività commerciali ma anche la salvaguardia di posti di lavoro e di realtà di vicinato che rappresentano un presidio fondamentale per la qualità della vita del quartiere, dunque chiediamo interventi concreti, tempi certi e confronto diretto con chi ogni giorno tiene aperta la propria attività nonostante le difficoltà».
Arezzo, giovedì 1 ottobre 2026
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