lunedì 12 ottobre 2026

L’ordigno a San Marco testimonia l’importanza di formazione e prevenzione

AREZZO – L’ordigno individuato nella parrocchia di San Marco alla Sella torna ad accendere i riflettori sui rischi dei conflitti sui civili, anche a decenni di distanza. A ricordarlo è la sezione di Arezzo dell’ANVCG - Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra che, da anni, sta conducendo progetti di formazione e informazione nelle scuole per sensibilizzare i giovani studenti verso la pericolosità dei residuati bellici, spiegando come riconoscerli e come comportarsi in caso di ritrovamento. “Un ordigno inesploso può sembrare un gioco ma non è uno scherzo” è lo slogan di questa campagna nazionale per tenere viva l’attenzione su una tematica di stretta attualità dal momento che, ogni anno, in Italia vengono rinvenuti circa sessantamila ordigni, con le esplosioni di molti di questi che hanno comportato incidenti e mutilazioni.

L’impegno dell’ANVCG nella sensibilizzazione e nella prevenzione del rischio di incidenti verrà rinnovato anche nell’anno scolastico 2026-2027: i volontari dell’associazione, infatti, saranno a disposizione di classi di ogni ordine, dalle elementari alle superiori, per promuovere incontri dedicati alla conoscenza dei residuati bellici e dei comportamenti da adottare in caso di ritrovamento. L’obiettivo è di fornire agli studenti strumenti concreti per riconoscere una possibile situazione di pericolo e sapere come agire con regole basilari tra cui non avvicinarsi all’oggetto, evitare di toccarlo e avvisare immediatamente le autorità competenti. Il ritrovamento nel piazzale di San Marco alla Sella, dunque, ha ribadito come le conseguenze della guerra possano riaffiorare anche in contesti quotidiani, in luoghi frequentati da famiglie e bambini, confermando l’importanza di mantenere alta l’attenzione su un fenomeno che non appartiene soltanto ai libri di storia ma che può ancora interessare l’attualità. «La guerra in Italia è terminata da più di ottant’anni - commenta Andrea Ferruzzi, presidente dell’ANVCG di Arezzo, - ma ancora ha conseguenze sui civili come testimoniato dai continui ritrovamenti di ordigni e, purtroppo, anche dalle possibili esplosioni. La formazione delle nuove generazioni rappresenta, in questo senso, un investimento fondamentale per evitare comportamenti rischiosi e diffondere una maggiore consapevolezza: con i propri progetti, l’ANVCG intende dunque affiancare alla memoria delle vittime civili di guerra un’azione concreta a tutela della sicurezza, coinvolgendo le scuole in percorsi educativi che uniscono conoscenza storica, responsabilità e prevenzione».

 


Arezzo, lunedì 12 ottobre 2026

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