Visitatori e turisti saranno accompagnati in una doppia iniziativa per conoscere le radici del Casentino attraverso percorsi narrativi, reperti archeologici e testimonianze della lavorazione della lana che hanno segnato l’identità culturale, economica e sociale della vallata. La giornata sarà aperta già alle 10.30 al Museo dell’Arte della Lana che porterà nel cuore di uno dei migliori esempi di archeologia industriale della Toscana dove approfondire la lunga tradizione tessile del territorio: il percorso espositivo è sviluppato attraverso il ciclo completo della lavorazione tra macchinari storici ancora funzionanti e con un focus particolare sul celebre panno del Casentino. La visita guidata del Museo Archeologico del Casentino “Piero Albertoni” prenderà invece il via alle 16.00 e proporrà un viaggio indietro nei secoli tra i reperti di una collezione ricca e variegata che racconta la storia più antica della vallata, documentando l’evoluzione della vita in epoca preistorica, etrusca e romana tra strumenti litici, ceramiche, ornamenti, iscrizioni e oggetti di uso quotidiano.
I due
eventi del Lunedì dell’Angelo sono inseriti all’interno del programma condiviso
del sistema MEC - Musei ed Ecomusei del Casentino che, oltre a Museo
Archeologico e a Museo dell’Arte della Lana, comprende anche il network
dell’Ecomuseo del Casentino con l’obiettivo di condurre un impegno congiunto
nella promozione del patrimonio storico e culturale della vallata. In
quest’ottica, una data segnata sul calendario è già martedì 31 marzo quando gli
studenti e le studentesse di Didattica della Geografia del corso di Laurea in
Scienze della Formazione Primaria dell’Università di Siena arriveranno a Stia
proprio per incontrare gli operatori del MEC. La visita offrirà un momento di studio
e di approfondimento del patrimonio territoriale casentinese attraverso il
confronto con le realtà che contribuiscono a custodirlo e a rigenerarlo,
nell’ottica di comprendere tradizioni, saperi, pratiche e forme espressive
tramandate di generazione in generazione e ancora oggi in uso. “Questo
incontro”, scrive il professore Giacomo Maria Salerno, ricercatore in
geografia dell’Università di Siena, “è particolarmente significativo
all’interno di un corso di Didattica della Geografia incentrato su una duplice
prospettiva: educare al territorio ed educare il territorio. L’educazione al
territorio intesa come conoscenza del patrimonio identitario, come spazio
inclusivo e come dimensione locale dell’abitare e dell’essere cittadini non può
infatti prescindere dalla conoscenza delle progettualità con cui i diversi
attori territoriali (scuole, famiglie, formatori, educatori, amministratori,
associazioni o imprese) contribuiscono a educare il territorio stesso. Per
questo riteniamo particolarmente rilevante far conoscere alle studentesse e
agli studenti di Scienze della Formazione Primaria realtà come il sistema MEC
che operano da anni in questa direzione con l’obiettivo di favorire una rete di
progettualità condivise capace di coinvolgere l’Università, le istituzioni
locali e, in prospettiva, i futuri insegnanti”.
Stia (Ar), lunedì 30 marzo 2026
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