Nato nel marzo del 1910 e di professione colono, Santini fu fatto prigioniero dai nazisti, poi fu fatto lavorare e infine fu barbaramente ucciso all’età di trentaquattro anni mediante impiccagione a un’antenna della luce elettrica a San Piero in Frassino dove rimase poi esposto per tre giorni alla vista dei passanti. I due figli dell’uomo avevano, all’epoca dei fatti, cinque anni e diciassette mesi: a distanza di quasi ottant’anni, la famiglia ha scelto di rivolgersi all’avvocato Agostini per ottenere il riconoscimento giudiziario di quanto accaduto e per vedere finalmente affermata una verità storica e giuridica rimasta per decenni senza risposta, restituendo così dignità alla vittima e ai fatti. Il risarcimento previsto sarà tratto dal fondo istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze per gli eredi delle vittime dei crimini di guerra per i reati commessi dalle forze del Terzo Reich nel periodo tra l’1 settembre 1939 e l’8 maggio 1945, dando seguito all’accordo tra Repubblica Italiana e Repubblica Federale di Germania per il ristoro per la lesione dei diritti inviolabili alle vittime civili. «Questa sentenza - commenta Emanuele Ceccherini, sindaco di Ortignano Raggiolo, - permette di conseguire un giusto risarcimento economico ma, soprattutto, permette di riconoscere una verità storica e una responsabilità giuridica che per troppo tempo sono rimaste sospese. Ringraziamo l’avvocato Agostini che, sostenuto da un’attenta ricerca di archivio compiuta dai dipendenti del Comune di Ortignano Raggiolo a cui va la nostra gratitudine, ha conseguito un traguardo importante che riporta luce su un drammatico episodio avvenuto sul nostro territorio, affermando un atto di giustizia verso una vittima innocente e verso i suoi familiari, oltre che un segnale forte per le comunità: i crimini di guerra non si dimenticano e non si cancellano con il passare degli anni».
Ortignano Raggiolo (Ar), giovedì 22 gennaio 2026
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