“Il progetto è nato per promuovere territori realmente inclusivi dove le persone con disabilità possano vivere con pienezza, autonomia e partecipazione”, riporta la presentazione sul sito del centro studi Socialis che ha condotto l’analisi con il supporto scientifico della SIDIN - Società Italiana per i Disturbi del Neurosviluppo, “Attraverso un percorso condiviso tra istituzioni, cittadini e realtà del territorio, CAD aiuta le comunità a riconoscere i propri punti di forza, individuare le criticità e costruire insieme un ambiente più accogliente, equo e accessibile per tutti”. L’iniziativa ha preso il via lo scorso maggio con l’attivazione di un’analisi sociale e scientifica con il coinvolgimento dei diversi stakeholder collegati alla disabilità tra cui istituzioni, cooperative, terzo settore, associazioni di volontariato, realtà socio-sanitarie, famiglie, lavoro, scuole, sport e parrocchie. Questo studio è stato finalizzato a valutare le opportunità offerte dal territorio, facendo così emergere gli ambiti di eccellenza e individuando eventuali percorsi di miglioramento da attivare a livello di scuola, inclusione lavorativa, attività sportive, reti di supporto alla famiglia, accessibilità alle istituzioni, presenza di abitazioni per la vita indipendente, possibilità di usufruire di trasporti facilitati o di percorsi sanitari abilitati. La mattinata del 23 gennaio sarà l’occasione per presentare i risultati dell’analisi sui modelli di reale inclusione per procedere così verso una doppia azione di formazione e di costruzione sociale, terminando con il conferimento alla città di Arezzo del marchio “CAD - Comunità Amiche della Disabilità”.
Arezzo,
mercoledì 7 gennaio 2026
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