AREZZO – Un nuovo defibrillatore al servizio del quartiere Giotto. Il dispositivo, donato dall’associazione PB73, è stato installato nel porticato coperto in via Tiziano in una zona densamente abitata e ricca di uffici, locali e attività commerciali, con la volontà di porre questo strumento salvavita a disposizione di cittadini e lavoratori per intervenire con tempismo e con efficienza in caso di situazioni di infarto o arresto cardiaco. La scelta è stata di collocare il defibrillatore all’esterno del bar L’Isola dei Golosi in una posizione strategica e ben visibile, permettendone così l’utilizzo sette giorni su sette per ventiquattro ore su ventiquattro. «Una nuova installazione - commenta il vicesindaco Lucia Tanti, - che conferma Arezzo come una delle città tra le più cardioprotette d’Italia, per un primato di civiltà che costruiamo giorno dopo giorno. Ma dietro ogni dispositivo c’è qualcosa di più profondo: c’è il senso di comunità che rende la nostra città unica. Questo defibrillatore non è solo uno strumento salvavita, ma è il simbolo di una rete solidale dove le istituzioni camminano, come in questo caso, al fianco di associazioni il cui impegno a favore di tutti è il vero motore della nostra coesione sociale. Trasformare un ricordo privato in un bene pubblico è un gesto di generosità che dimostra come Arezzo sappia prendersi cura dei suoi cittadini attraverso la prevenzione e la partecipazione attiva».
L’installazione è avvenuta alla presenza del dottor Simone Nocentini (direttore della centrale operativa 118), della dottoressa Silvia Pancini (responsabile provinciale del progetto “Defibrillatori”) e del dottor Thomas Tori (referente del progetto Arezzo Cuore Scuola) che hanno ribadito l’importanza di dar seguito al percorso di sensibilizzazione e prevenzione per rendere la città di Arezzo sempre più cardioprotetta. La tempestività dell’intervento nei primi minuti da un arresto cardiaco è infatti determinante, dunque la presenza diffusa e capillare di defibrillatori sul territorio rappresenta un elemento determinante in attesa dell’arrivo dei soccorsi. L’acquisto del dispositivo, mappato dalla centrale operativa del 118 per garantirne l’immediata individuazione in caso di emergenza, è stato reso possibile in virtù di un significativo contributo di Alessio Guarnaschelli in memoria della mamma Gabriella Merguici e del fratello Danilo Guarnaschelli che saranno ricordati attraverso l’apposizione di una targa commemorativa. Questa nuova iniziativa dà seguito all’impegno della onlus PB73 a favore della comunità aretina che, oltre a prevedere iniziative continuative come risposta alle situazioni di fragilità e di povertà vissute dalle famiglie, è orientato anche alla tutela della salute e della sicurezza pubblica. «Con questa installazione - aggiunge Maurizio Barsotti, presidente della PB73, - vogliamo contribuire a rendere più cardioprotetto il quartiere Giotto, con la consapevolezza che la prevenzione passa anche dalla presenza capillare di dispositivi salvavita facilmente accessibili. La scelta è stata di porlo in un luogo abitato e frequentato ogni giorno da migliaia di aretini, così da garantire un presidio costante e realmente utile in caso di emergenza: avere un defibrillatore a portata di mano significa offrire una possibilità concreta di intervento immediato in attesa dei soccorsi. Ringraziamo la famiglia Guarnaschelli per il gesto di grande generosità e sensibilità che dimostra le possibilità di trasformare un ricordo personale in un servizio per tutta la comunità, con un segnale forte di solidarietà e responsabilità civile».
Arezzo, venerdì 20 febbraio 2026
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