Il programma entrerà nel vivo alle 11.00 con la Santa Messa per la pace nel mondo celebrata da monsignor Alvaro Bardelli con don Silvano Paggini che sarà seguita alle 11.45 dalla commemorazione dedicata al ventitreenne Nocentini e al diciottenne Franci, con l’inaugurazione del monumento in loro memoria all’esterno della chiesa. L’opera è stata progettata, realizzata e finanziata da Mario Cerboni che, negli ultimi anni, ha condotto un accurato lavoro di ricerca, documentazione e ricostruzione storica di questo duplice omicidio tra registri, archivi e testimonianze, riportando alla luce una pagina di storia locale che rischiava di essere dimenticata. I due giovanissimi aretini, mossi da sentimento antifascista, avevano scelto di non aderire alla Repubblica Sociale Italiana e avevano trovato riparo nel monte di Lignano durante la ritirata nazista. L’esercito tedesco trovò un fucile da caccia in un casolare in cima alla collina di Santa Flora dove abitava Nocentini e, quando riuscì a catturare i due ragazzi, li accusò erroneamente di essere partigiani e li condusse all’ex convento del Vignale per sottoporli a un interrogatorio, decidendo poi di condannarli a morte. Nocentini e Franci furono costretti a scavare la loro fossa, scrissero una lettera di saluto ai familiari e vennero fucilati in data 7 luglio 1944, a pochissimi giorni dalla liberazione della città di Arezzo. Questa storia verrà ora tramandata alle future generazioni con il cippo monumentale che, oltre alle foto dei due ragazzi e alla descrizione dei fatti, è stato arricchito anche da un’installazione in ceramica dove è riprodotta proprio la loro ultima lettera per andare così a fornire una preziosa testimonianza umana e storica dell’epoca. «La cerimonia dell’11 luglio - commenta Roberto Del Gamba, presidente dell’ANPI, - sarà un’occasione per riportare alla luce e rendere omaggio alla triste storia di Nocentini e Franci, ma anche per riaffermare il valore della memoria come strumento di conoscenza e consapevolezza. A ottantadue anni di distanza, il nuovo monumento permetterà di tramandare una vicenda che appartiene alla storia della comunità aretina e che testimonia il prezzo umano pagato da tanti civili durante gli ultimi mesi della guerra».
Arezzo, mercoledì 8 luglio 2026
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