martedì 13 ottobre 2026

Un progetto di agricoltura sociale per chi affronta disturbi alimentari

AREZZO – Un progetto di agricoltura sociale per chi affronta disturbi alimentari. L’iniziativa è promossa dall’azienda agricola Taverni Silvia di San Firenze che ha aperto le proprie porte agli utenti del centro Auryn dell’Istituto “Madre della Divina Provvidenza” di Agazzi per offrire un’esperienza a contatto con la natura, con le attività agricole e con i prodotti della terra. L’obiettivo è, infatti, di integrare i tradizionali percorsi terapeutici con nuovi percorsi capaci di favorire socializzazione ed esperienze all’aria aperta. «L’agricoltura - spiega Lidia Castellucci, presidente di Coldiretti Arezzo, - dimostra ancora una volta la sua capacità di farsi strumento di welfare e rigenerazione per la comunità. Questo progetto è un esempio virtuoso di come l’attività nelle aziende agricole possa affiancare e arricchire i percorsi terapeutici e di riabilitazione nutrizionale. Riavvicinare i ragazzi alla natura, alla cura della terra e alla produzione del cibo offre nuove opportunità di consapevolezza e socializzazione. Integrare i servizi alla persona significa dare valore a ogni individuo, tessendo una rete di protezione che parte dalla nostra terra».

“Il Chiodo Fisso Agricoltura Sociale” è il nome del progetto che, finanziato da un bando regionale sulla cooperazione per l’inclusione sociale ed economica - CSR Toscana 2023-2027, è promosso da una rete territoriale di partner con capofila proprio l’azienda Taverni Silvia e con partenariato di Coldiretti Arezzo e Comune di Arezzo. L’obiettivo è di sviluppare l’agricoltura sociale come opportunità di inclusione, partecipazione e benessere, mettendo in relazione il mondo agricolo con i servizi dedicati alle persone con fragilità. In questo ambito è inserita la collaborazione con Auryn che è un punto di riferimento sul territorio per il trattamento di anoressia nervosa, bulimia nervosa, alimentazione incontrollata e obesità attraverso quotidiane attività di psicoterapia, psicoeducazione, mindfulness e riabilitazione nutrizionale che saranno ora arricchite da questa nuova proposta all’aria aperta. Ogni settimana, dunque, gli utenti del centro saranno accompagnati a vivere esperienze concrete in fattoria a contatto con la natura, partecipando attivamente alle diverse attività agricole e conoscendo da vicino coltivazione e produzione del cibo. Il percorso costituirà uno spazio complementare a quello terapeutico in cui il rapporto con la terra e con gli alimenti offrirà ulteriori opportunità di educazione e consapevolezza: dalla cura delle piante alla raccolta dei prodotti, l’esperienza permetterà di riscoprire il legame tra cibo, natura e lavoro, valorizzando autonomia e capacità personali. «Questa iniziativa - commenta Barbara Taverni, - nasce dalla consapevolezza che l’agricoltura sociale rappresenti oggi uno strumento innovativo di welfare locale, capace di integrare dimensione agricola, inclusione sociale, servizi educativi e azioni di supporto ai percorsi terapeutici e riabilitativi. La stessa Regione Toscana riconosce la validità di questi progetti come leva di inclusione, benessere e crescita territoriale, promuovendo il ruolo di fattorie sociali, coprogettazione territoriale e collaborazione tra imprese agricole, enti pubblici, servizi sociosanitari e terzo settore. Siamo felici del coinvolgimento del centro Auryn, con la consapevolezza dei benefici che questo contesto esperienziale può apportare ai percorsi terapeutici, riabilitativi ed educativi, mettendo a disposizione ambienti rurali, attività con piante e animali, e percorsi di educazione ambientale».

 


Arezzo, martedì 13 ottobre 2026

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