mercoledì 2 novembre 2016

La politica garantisca il futuro della Camera di Commercio di Arezzo

AREZZO – Le istituzioni aretine devono impegnarsi nel tutelare la sede di Arezzo della Camera di Commercio. I Popolari per Arezzo chiedono al sindaco, al presidente della Provincia e a tutti gli altri soggetti economici, politici ed istituzionali del territorio di accantonare campanilismi e divisioni, trovando unità d'intenti nel sostenere con forza e impegno il presidente Andrea Sereni nel suo assiduo lavoro volto a mantenere in città l'ente camerale che è al momento sottoposto ad una delicata fase di riorganizzazione. Il Consiglio dei Ministri sta infatti attivando una riforma delle Camere di Commercio che, inserita nell'ambito della ristrutturazione della pubblica amministrazione, nel giro di pochi mesi potrebbe portare questi enti dagli attuali centocinque a non più di sessanta, con accorpamento delle sedi con meno di settantacinquemila imprese iscritte.
Questa manovra potrebbe portare ancora una volta ad un'unione tra Arezzo e Siena e, di conseguenza, una delle due sedi operative rischierebbe un ridimensionamento.
A favore della permanenza della sede ad Arezzo gioca il fatto che questa vanta ben diecimila imprese più di Siena e può godere della presenza di uno dei poli fieristici più importanti del centro Italia, ma per decidere questa battaglia potrebbe essere decisivo anche il peso politico delle due città. Mai come ora, dunque, la politica deve dimostrare vicinanza a Sereni e all'ente da lui presieduto, mostrando la ferma intenzione di mantenere in città un punto di riferimento fondamentale per l'economia in tutti i suoi settori: commercio, industria, artigianato e agricoltura. «L'eventuale perdita della Camera di Commercio - commenta Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo, - rappresenterebbe un ulteriore impoverimento per tutto il nostro comparto economico. Dall'università alla Asl passando per la soprintendenza, Arezzo in molti campi è ormai secondaria o ha ceduto la rappresentanza a Siena; ora deve rivendicare con orgoglio i propri numeri e le proprie potenzialità per mantenere almeno la sede dell'ente camerale. L'amministrazione comunale e tutte le altre istituzioni politiche ed economiche della provincia devono avviare un clima di collaborazione con la Camera di Commercio per procedere uniti verso il raggiungimento di un obiettivo comune e per affrontare complessivamente le varie esigenze del territorio per renderlo più forte e per evitare che le sue competenze vengono sfilate e deviate ancora una volta verso Siena».
                                                                                                                                  
Arezzo, sabato 29 ottobre 2016

Nessun commento:

Posta un commento