lunedì 29 ottobre 2018

“Acropoli”, bene la chiusura ma occorre maggior prevenzione

AREZZO – Bene la chiusura della scuola dell’infanzia “Acropoli”, ma cosa è stato fatto per prevenire il rischio idrogeologico e idraulico? A muovere la domanda sono i Popolari per Arezzo che, condividendo il provvedimento del sindaco orientato a tutelare il personale e i bambini, si rivolgono all’amministrazione per sapere se sono state attuate tutte le operazioni necessarie per scongiurare un’eventuale esondazione del fiume Castro, considerando anche che l’allerta meteo era nota ormai da giorni e che il pericolo non riguarderebbe solo la scuola ma l’intero abitato limitrofo. Ora che è stata evidenziata l’esistenza di un rischio, l’associazione chiede quali saranno i prossimi passaggi per una messa in sicurezza del corso d’acqua.
In questo senso, i Popolari per Arezzo ritengono importante fare chiarezza sulle cause del rischio idrogeologico e idraulico: dipende da una mancata manutenzione ordinaria o è un problema di natura più grave che richiede interventi strutturali?
La scelta di chiudere una scuola, infatti, rappresenta una decisione forte che deve essere accompagnata da un pronto intervento per attuare tutte quelle misure per evitare che lo stato d’emergenza si ripeta nei prossimi mesi e in occasione di ogni acquazzone. Nelle settimane scorse, Comune e Consorzio di Bonifica hanno presentato una serie di interventi per la tenuta di canali e torrenti, ma i Popolari per Arezzo ritengono che tali opere dovevano essere anticipate nel tempo per prevenire l’arrivo del maltempo, prevendendo un programma di manutenzione ordinaria continuo per evitare le minacce di allagamenti e disagi. «Il sindaco ha fatto bene a chiudere preventivamente la scuola - ribadiscono i Popolari per Arezzo, - dimostrando attenzione all’incolumità di bambini e personale, ma ha portato alla luce una situazione di potenziale pericolo di cui chiediamo le cause. Cosa è stato fatto per mettere in sicurezza il Castro e gli altri corsi d’acqua? È una carenza di manutenzione o la situazione è più grave? Lo stato di emergenza potrà ripetersi? Cosa verrà fatto per prevenire futuri simili rischi?».

Arezzo, lunedì 29 ottobre 2018

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