martedì 4 novembre 2014

L'istruzione e la cultura del Niger crescono da Arezzo

AREZZO – Da Arezzo, 10.000 euro per sviluppare la cultura e l'istruzione in Niger. La donazione è frutto della Fondazione Angelo Gori, una onlus che ormai da molti anni è impegnata nella promozione di iniziative di beneficenza per sostenere la crescita di uno degli stati più poveri del mondo. La fondazione è nata all'interno di Graziella Group e promuove numerosi interventi umanitari grazie al contributo e alla sensibilità di tutte le aziende della stessa holding aretina fondata da Graziella Buoncompagni, madre di quell'Angelo Gori a cui è stata intitolata la onlus dopo la prematura scomparsa nel 2000. La fondazione ha orientato verso il Niger il proprio impegno con l'obiettivo di aiutare un Paese che si colloca al secondo posto nella graduatoria mondiale della mortalità e al penultimo in quella dello sviluppo umano, con oltre la metà della popolazione analfabeta e in uno stato di estrema povertà. Queste iniziative umanitarie sono rinforzate e rese concrete dalla collaborazione con don Domenico Arioli e don Davide Scalmanini, due parroci missionari che si impegnano quotidianamente a contatto con bambini e ragazzi nigerini.
«Il nostro intervento in Niger - spiega Maria Rosa Gori, presidente della Fondazione Angelo Gori, - è rivolto soprattutto allo sviluppo dell'istruzione e della scolarizzazione tra i giovani di Dosso, un'importante comune rurale con oltre 60.000 abitanti. La crescita culturale è l'unica possibilità per assicurare un futuro a queste popolazioni, dunque questo è l'obiettivo che vogliamo perseguire con le nostre donazioni».
Negli anni passati l'impegno della Fondazione Angelo Gori aveva garantito l'inaugurazione di una biblioteca a Dosso, dunque i 10.000 euro raccolti nel corso del 2014 serviranno per sviluppare alcuni progetti legati a questa stessa struttura. Oltre al sostegno ad una scuola di taglio e cucito, la maggior parte della donazione sarà destinata alla crescita di una scuola di legatoria interna alla biblioteca, con un laboratorio artigianale creato per la riparazione di libri usati e per la produzione di nuovi libri in cui dare lavoro ad alcuni giovani nigerini. «I libri sono l'unica forma di cultura a cui appoggiarsi per combattere l'analfabetismo - conclude Gori. - Siamo orgogliosi di aver portato il nostro contributo per queste due scuole: gli stessi missionari con cui collaboriamo hanno confermato come lo studio possa cambiare la vita di bambini e ragazzi nigerini, accrescendo la loro cultura e garantendo loro una futura occupazione».

Arezzo, martedì 4 novembre 2014

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