Al centro del romanzo rientrano i rapporti tra padri e figli, il peso delle eredità affettive e il diritto ad autodeterminarsi, il confronto tra le aspettative degli altri e le aspirazioni personali, con la penna di Caremani che affronta questi delicati argomenti con una scrittura coinvolgente, essenziale e rigorosa. Lo scrittore costruisce un percorso di formazione e consapevolezza dove il protagonista è chiamato a misurarsi con il passato e con le figure che hanno contribuito a definirne l’identità, proponendo una riflessione su crescita personale, responsabilità e possibilità di riconoscere la propria vocazione per rispondere ad alcune domande esistenziali. Quanto incidono le scelte familiari sul futuro? Quanto è difficile trovare la propria strada a confronto con desideri e progetti dei propri cari? Dove trovare il giusto equilibrio tra “ciò che dobbiamo diventare” e “ciò che vogliamo diventare”? Tra ricordi, dialoghi e occasioni mancate, “Il figlio del dottore” propone una narrazione intima dove esperienza personale e dimensione letteraria accompagnano il lettore in un confronto con le proprie radici, le scelte compiute e le possibilità ancora da esplorare. Per Caremani, già autore di libri legati al mondo dello sport, il romanzo ha segnato un nuovo capitolo del proprio percorso di scrittura che sarà ora condiviso in occasione de “I giovedì di Tagete”.
Arezzo,
martedì 20 ottobre 2026
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