L’opera è stata realizzata attraverso la tecnica dell’acquaforte, un’antica forma artistica di cui Lucci è tra i massimi esponenti al mondo che utilizza l’acido per incidere un disegno su una lastra metallica e che consente di ottenere stampe di particolare pregio. La donazione alle Acli nella sala “Giuseppe Fanin” della sede provinciale in via Montefalco ha rappresentato anche un’occasione per rendere omaggio a un documento che, a trent’anni esatti dalla stesura, continua a essere di stretta attualità, permettendo di rinnovare un messaggio di pace, dialogo e responsabilità condivisa di fronte alle sfide del presente. Alla consegna hanno partecipato Sergio Grazzini (vicepresidente provinciale delle Acli) e Riccardo Sestini (responsabile provinciale allo sviluppo organizzativo delle Acli), insieme a Carlo Umberto Salvicchi e Giuseppe Giorgi che sono stati tra i promotori nel 1996 della Carta della Pace di Camaldoli con Fabio Roggiolani. «Accogliamo con gratitudine un dono dal profondo valore artistico, storico e civile - spiega Grazzini. - L’acquaforte del mastro Lucci custodisce la memoria di un documento fondamentale per il nostro territorio e, allo stesso tempo, richiama alla responsabilità di costruire ogni giorno una cultura di pace, dialogo e solidarietà. La consegna alle Acli di Arezzo del primo esemplare originale dell’opera è un riconoscimento del ruolo svolto dalla nostra associazione per la nascita della Carta della Pace di Camaldoli e per la costante testimonianza dei suoi valori nel territorio aretino, andando a rafforzare e a rinnovare il nostro impegno nel continuare a promuovere quei principi che, trent’anni fa, ispirarono la genesi del documento e che oggi sono più che mai necessari».
Arezzo,
martedì 28 luglio 2026
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