Sul territorio, nel 2025, erano presenti circa duemila cervi di cui quattrocento maschi in età riproduttiva, con il loro caratteristico bramito in amore nei primi giorni della stagione autunnale che può essere ascoltato soprattutto nelle ore serali e notturne. Intorno a questo richiamo naturale sono strutturate le operazioni di censimento che, per il diciottesimo anniversario, ha registrato numeri particolarmente significativi in termini di partecipazione. In totale sono stati 283 i volontari coinvolti a vario titolo nelle attività tra guide, veterani e nuovi iscritti che sono arrivati da ogni regione della penisola e dall’estero, con una presenza particolarmente rilevante anche tra i giovani e gli studenti. L’età dei volontari è infatti compresa tra i diciotto e gli ottanta anni, a conferma di un’esperienza capace di coinvolgere generazioni diverse che sono state unite dalla passione per la natura e dalla volontà di contribuire allo studio della fauna selvatica del Parco Nazionale. L’arrivo di volontari anche da Barcellona e la presenza di studenti americani attualmente in Italia ha ribadito, infine, la dimensione sempre più internazionale del censimento come esperienza di monitoraggio faunistico unica nel suo genere anche al di fuori dei confini italiani. Questa rete di volontari ha condiviso le attività con i tecnici e gli esperti del Parco che hanno coordinato le operazioni e con 244 cacciatori che hanno posto a disposizione la loro conoscenza del territorio e della fauna selvatica, inoltre un importante contributo è arrivato dalla presenza di 85 Carabinieri Forestali e di 11 Unità Cinofile. A chiudere il fine settimana di monitoraggio è stato il pranzo comunitario ospitato a Moggiona e curato dalla Pro Loco che ha permesso di vivere un ulteriore momento conviviale per stare insieme, condividere l’esperienza vissuta e rafforzare relazioni in vista della prossima edizione del 2027. «Le foreste dell’area protetta - commenta Andrea Gennai, direttore del Parco Nazionale, - sono state il grande teatro naturale di un’esperienza che ha nuovamente coniugato ricerca scientifica, divulgazione ambientale e partecipazione attiva. A emergere è stata la presenza di professionalità, competenze e provenienze differenti messe in campo che, coordinate dalla nostra dottoressa veterinaria Nadia Cappai, permetteranno di costruire un quadro sempre più preciso della presenza del cervo nel territorio del Parco attraverso un modello di monitoraggio partecipato che, da diciotto edizioni, unisce istituzioni, tecnici, volontari e conoscitori del territorio».
Pratovecchio Stia (Ar), lunedì 28 settembre 2026
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