martedì 30 giugno 2026

Il Parco delle Foreste Casentinesi propone la gestione unitaria delle foreste demaniali

SANTA SOFIA (FC) – Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna protagonista del riordino istituzionale della Regione Emilia-Romagna. L’Ente Parco è pronto a portare il proprio contributo all’attuale fase di dibattito e confronto attraverso la richiesta di una gestione forestale unitaria del demanio regionale ricompreso all’interno dell’area protetta, candidandosi come laboratorio per sperimentare un modello di governance capace di superare l’attuale frammentazione delle competenze e garantire una gestione più efficace, coerente e sostenibile del patrimonio naturale. L’istanza operativa sarà avanzata in occasione dell’incontro territoriale in programma giovedì 2 luglio alla Rocca delle Caminate di Meldola che è stato promosso dal presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Enzo Lattuca, e che vedrà la presenza dell’assessore regionale Davide Baruffi nell’ambito del percorso partecipativo avviato dall’Emilia-Romagna.

Il Parco delle Foreste Casentinesi è una realtà con una copertura forestale che supera l’80% della superficie e che è costituita per una quota significativa da aree demaniali. Queste caratteristiche ne fanno il contesto ideale per sperimentare un nuovo modello di amministrazione del territorio fondato sull’unitarietà della gestione, dunque la proposta dell’Ente sarà di porre il proprio patrimonio e le proprie competenze al servizio del progetto della Regione Emilia-Romagna facendosi carico dell’affidamento del demanio regionale ricompreso all’interno dei confini dell’area protetta. Attualmente, infatti, la frammentazione delle competenze nella gestione dei suoli forestali rappresenta un limite all’efficacia delle politiche di conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale, mentre l’affidamento unitario delle foreste demaniali consentirebbe di superare le attuali sovrapposizioni amministrative, eliminando duplicazioni di funzioni e favorendo processi decisionali più rapidi, coordinati ed efficienti, con una gestione del territorio coerente e un impiego più razionale delle risorse. Un simile modello garantirebbe inoltre un’unica regia per la gestione di aree boschive e pascoli, assicurando che le pratiche agrosilvopastorali siano pienamente allineate agli obiettivi di tutela della biodiversità, conservazione degli ecosistemi e sviluppo sostenibile che caratterizzano la missione del Parco Nazionale. Al tempo stesso, cittadini, imprese agricole e operatori del territorio avrebbero un unico interlocutore istituzionale, con procedure più semplici, tempi più certi e maggior chiarezza nei rapporti con la pubblica amministrazione.

Questa visione operativa sarà discussa dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi durante l’incontro del 2 luglio, mettendo a disposizione le esperienze dell’Ente per contribuire alla definizione di un assetto istituzionale capace di garantire servizi di qualità, tutela dell’ambiente e sviluppo armonioso per le comunità locali. «L’Ente Parco - commenta la presidente facente funzione Claudia Mazzoli, - condivide pienamente il percorso avviato dalla Regione Emilia-Romagna per ridefinire in modo chiaro le funzioni dei diversi livelli istituzionali, superando le duplicazioni e valorizzando la collaborazione tra enti. In questo contesto proponiamo il Parco come laboratorio di una gestione forestale unitaria, capace di tradurre le diverse priorità europee quali transizione ecologica e tutela della biodiversità in azioni concrete ed efficaci. Parteciperemo dunque al tavolo promosso dalla Provincia di Forlì-Cesena con la convinzione che le aree protette possano svolgere un ruolo strategico nel nuovo assetto istituzionale regionale. Affidare al Parco la gestione integrata del demanio forestale ricompreso nei propri confini significherebbe semplificare la governance, rendere più efficienti le decisioni e valorizzare al meglio un patrimonio naturale di straordinario valore. Siamo convinti che questa esperienza possa diventare un modello di riferimento, capace di coniugare tutela dell’ambiente, semplificazione amministrativa e sviluppo sostenibile».

 


Santa Sofia (Fc), martedì 30 giugno 2026

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