Il percorso partecipativo promosso dall’Ente Parco, pur non essendo obbligato dalla normativa, ha l’obiettivo di coinvolgere attivamente i territori attraverso incontri in presenza e on-line per illustrare i contenuti della bozza e raccogliere osservazioni e contributi. Tutto questo, proprio con la volontà di istituire momenti in cui approfondire i contenuti della bozza, stimolare il dibattito e fornire direttamente i chiarimenti necessari su uno strumento normativo centrale per definire principi e regole sulle attività consentite all’interno del Parco. Tra gli ambiti trattati nel corso degli incontri rientrano anche le “Opere di captazione idrica” dove, nello specifico articolo, il Regolamento non prevede in alcun modo la realizzazione di nuove dighe: la bozza, infatti, fa riferimento esclusivamente a eventuali derivazioni “senza accumulo”, con una definizione tecnica che esclude la presenza di bacini artificiali o laghi. Non sono previste, inoltre, ipotesi di derivazione sul Bidente di Pietrapazza come è stata erroneamente veicolato da alcune associazioni. L’unica possibilità contemplata dal documento, in piena conformità con quanto disposto dall’articolo 11 della Legge 394/91 e coerentemente con l’articolo 22 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano del Parco (che rimanda al Regolamento la definizione della specifica disciplina), riguarda, in via teorica, le eventuali derivazioni a uso potabile destinate esclusivamente all’integrazione, al completamento o al potenziamento di sistemi di derivazione già esistenti, attraverso interventi che dovrebbero comunque essere sottoposti alle necessarie verifiche di compatibilità ambientale. «Ogni eventuale intervento - precisa Mazzoli, - dovrà rispettare i vincoli previsti sul rilascio del Deflusso Ecologico che rappresenta uno degli strumenti di tutela ambientale più rigorosi previsti dalla normativa. Già questo elemento sarebbe sufficiente a dimostrare l’infondatezza degli allarmi diffusi in questi giorni. Il nostro dovere è di difendere la correttezza dell’informazione e la trasparenza del percorso amministrativo, soprattutto con riferimento a polemiche che risultano prive di basi scientifiche, tecniche e persino politiche. Il Parco continuerà a garantire il confronto con i territori e l’invito è, prima di fare esternazioni, a partecipare agli incontri programmati per conoscere direttamente i contenuti del Regolamento, porre domande, avanzare osservazioni e contribuire in modo costruttivo a un percorso che riguarda il futuro dell’area protetta. Il confronto è sempre benvenuto quando si fonda sui fatti e sulla conoscenza dei documenti, mentre non possiamo accettare che vengano diffuse informazioni non corrispondenti alla realtà che rischiano soltanto di creare allarmismi ingiustificati tra cittadini e comunità locali. Il nostro Ente sarà chiamato a tutelare la propria immagine e la correttezza dell’informazione qualora dovesse proseguire la diffusione di notizie false e diffamatorie».
Pratovecchio Stia (Ar) e Santa
Sofia (Fc), venerdì 19 giugno 2026
.jpg)
Nessun commento:
Posta un commento