Le due giornate di studio approfondiranno, nello specifico, il progetto PAME - Protected Area Management Effectiveness che punta a valutare i risultati raggiunti dalle aree protette: al centro dei lavori rientrerà la capacità dei territori di conseguire concretamente i traguardi di tutela ambientale per cui sono stati istituiti attraverso un approccio che tenga conto non soltanto degli aspetti ecologici ma anche delle dimensioni sociali, economiche e di governance. Questo modello è attualmente testato in via sperimentale in quaranta siti pilota in Europa, due dei quali in Italia (il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e un’oasi del WWF nelle Marche), dunque il meeting sarà un’occasione per confrontare esperienze, condividere buone pratiche, individuare opportunità di cooperazione e sviluppare strumenti di valutazione sempre più concreti e applicabili ai diversi contesti territoriali per generare benefici duraturi per la natura e per le comunità. La scelta di Camaldoli conferma, dunque, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi come punto di riferimento in questo percorso internazionale in collaborazione con la Europarc e con la federazione italiana Federparchi.
Nel
corso del meeting, l’Ente Parco potrà presentare anche le esperienze maturate
nel progetto Green List della IUCN, l’Unione Internazionale per la
Conservazione della Natura, che attesta l’elevata qualità della gestione e
della conservazione delle aree protette. Il parco tra Toscana e Romagna
rientra, infatti, tra i tre soli siti italiani e i sessantanove nel mondo su un
totale di circa 320.000 aree protette che fanno parte di una “rete
d’eccellenza” che considera circa cinquanta parametri di valutazione che
comprendono, accanto ai risultati ambientali, anche aspetti legati a
governance, partecipazione, ricadute sociali ed economiche. «Il meeting della
Europarc - commenta Francesco Lucacci, presidente del Parco Nazionale delle
Foreste Casentinesi, - conferma il ruolo del nostro parco come luogo di
riferimento per il confronto sulle strategie di conservazione della natura.
L’appuntamento di Camaldoli prevederà due giornate di lavoro per condividere
esperienze, rafforzare collaborazioni e contribuire alla costruzione di
strumenti comuni, nella consapevolezza che la tutela della biodiversità richieda
anche una gestione efficace, misurabile e capace di evolvere nel tempo».
Poppi (Ar), venerdì 23 ottobre
2026
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