lunedì 26 novembre 2012

La Chimera Nuoto guarda al futuro con il "Metodo Catteau"


AREZZO – Alla Chimera Nuoto si fa largo una nuova metodologia per l'insegnamento del nuoto: è il "Metodo Catteau", una disciplina ideata da Raymond Catteau, il più grande studioso di pedagogia natatoria. La società aretina già negli anni passati basava gli insegnamenti della propria scuola nuoto e gli allenamenti degli agonisti sui più basilari elementi del "Catteau", ma ora è intenzionata a sposarne pienamente la filosofia per farne un faro per tutta la sua attività natatoria e acquatica.
Ad incidere positivamente su questa svolta è stato il direttore tecnico della società, Marco Magara, che nel corso dell'estate ha frequentato un seminario del professore francese riportandone ad Arezzo tutti gli insegnamenti e rinnovando il proprio impegno nell'attuazione dei precetti.
Il "Metodo Catteau" trova il proprio perno in una didattica di tipo attivo fondata sulla scoperta guidata: l'insegnamento del nuoto non avviene sulle spiegazioni ma sugli obiettivi e sulle azioni ad essi collegati. In un primo momento l'istruttore fornirà all'allievo le nozioni tecniche del "proiettile" e della "propulsione", i due movimenti da cui si generano tutti gli stili e tutte le tecniche natatorie, poi lascerà libero spazio allo stesso allievo, limitandosi ad indicare alcuni obiettivi da raggiungere. A quel punto toccherà al singolo nuotatore sperimentarsi e capire il movimento più adatto: ricevuto lo stimolo, dovrà trovare le migliori azioni per raggiungere l'obiettivo individuato dall'istruttore. In questa esperienza l'allievo vivrà la possibilità di sperimentare il proprio corpo, di capire quale è il movimento migliore e di interiorizzare consapevolmente quanto imparato. «La Chimera Nuoto procede a grandi passi verso una nuova pedagogia - afferma lo stesso Magara. - Si tratta di un metodo attivo e funzionale che cercheremo di diffondere come approccio culturale nella formazione e nell'insegnamento del nuoto. Questa metodologia può esser applicata già dall'età di 6 anni, quando il bambino vive il suo primo approccio con il nuoto e sviluppa i propri movimenti corporei».

Arezzo, Lunedì 26 Novembre 2012


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