mercoledì 20 maggio 2026

Un appello ai candidati a sindaco per custodire i luoghi della memoria

AREZZO – La futura amministrazione di Arezzo si impegni a valorizzare e custodire i luoghi della memoria diffusi nel territorio comunale. L’appello è mosso dall’Istituto del Nastro Azzurro fra Decorati al Valor Militare che, in vista delle ormai prossime elezioni amministrative, rivolge il proprio invito ai candidati a sindaco a orientare attenzione verso la salvaguardia di tombe storiche, monumenti, lapidi e cippi come patrimonio storico, civile e culturale della comunità aretina.

La triplice richiesta dell’ente morale è di effettuare una periodica manutenzione e cura di questi luoghi, di valorizzare la toponomastica legata a caduti e decorati al valore, e di condurre un censimento delle tombe di uomini e donne che, sepolti nei cimiteri comunali, hanno contribuito con la loro vita ad affermare valori di libertà, democrazia e Patria. Un’ulteriore azione dovrà essere rivolta verso le scuole per trasmettere la memoria del territorio alle nuove generazioni attraverso l’attivazione di un itinerario sviluppato tra i luoghi degli eccidi nazifascisti quali San Polo, San Severo, Molinaccio, Badicroce, Palazzo del Pero o Staggiano, oltre che nel carcere di Arezzo dove furono trucidati i fratelli Tani e Aroldo Rossi. «Il Comune di Arezzo - ricorda il cavalier Stefano Mangiavacchi, presidente dell’Istituto del Nastro Azzurro, - è socio benemerito del nostro ente in quanto la città è decorata di Medaglia d’Argento al Merito Civile per aver partecipato, con indomito spirito patriottico e alta dignità morale, alla Guerra di Liberazione, per aver sopportato bombardamenti, rastrellamenti e atroci rappresaglie, e per aver poi contribuito alla difficile opera di ricostruzione morale e materiale. Questo esempio di spirito di sacrificio ed amor Patrio è un patrimonio morale che anche il futuro sindaco dovrà salvaguardare e tramandare».

L’Istituto del Nastro Azzurro ricorda come numerosi cimiteri del territorio comunale custodiscano i sepolcri di personaggi collegati alla storia locale e nazionale tra caduti in guerra, decorati al valor militare o eroi risorgimentali. L’appello ai candidati a sindaco è di impedire lo smantellamento di tali testimonianze storiche anche nel caso di sepolture in stato di abbandono, di concessioni scadute o di assenza di eredi del defunto, andando a valutare il valore storico e civico per provvedere alla conservazione di lapidi e cippi di pregio. I cimiteri dovranno quindi essere riconosciuti come autentici archivi della comunità da tutelare e valorizzare al pari degli altri beni storici e culturali: il compito delle future amministrazioni sarà anche di custodire con sensibilità e rispetto questo patrimonio, profondamente legato alla memoria collettiva e all’identità del territorio. «Arezzo deve riscoprire l’orgoglio di curare le proprie radici - continua il cavalier Mangiavacchi, - e di custodire i luoghi della memoria come patrimonio della comunità. Monumenti, lapidi, sentieri partigiani e luoghi degli eccidi rappresentano una difesa della democrazia e un insegnamento per le nuove generazioni. Curarli significa contrastare l’indifferenza, preservare la verità storica e ribadire i valori della libertà e della Costituzione».

 


Arezzo, mercoledì 20 maggio 2026

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